29nov

Start (it) up! Con Unioncamere immigrazione e impresa sono più vicine

E’ ormai chiaro a tutti che il contributo economico e sociale che potranno fornire le nuove generazioni di immigrati presenti in Italia, sarà fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro Paese. Se ne sono resi conto anche al ministero del Lavoro dove qualche tempo fa hanno deciso di lanciare l’iniziativa  “Start it up. Nuove imprese di cittadini stranieri”. Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con Unioncamere nato appunto per sostenere percorsi di crescita professionale e fornire competenze basilari per l’avvio di aziende o di attività di lavoro autonomo a persone provenienti da paesi non appartenenti alla Unione europea. Uniche condizioni per aver accesso al progetto essere residenti in Italia e in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Oggi si tirano le prime somme del programma e i risultati sono più che incoraggianti. Sono stati infatti 434 gli immigrati che si sono rivolti agli sportelli attivati dalle Camere di Commercio di dieci città (Ancona, Bari, Bergamo, Catania, Milano, Roma, Torino, Verona, Vicenza e Udine) per avere assistenza, formazione e orientamento e beneficiare dei relativi servizi fino ad arrivare all’elaborazione di 409 business plan d’impresa nella forma individuale o associata.

Anche l’identikit del nuovo imprenditore straniero fa ben sperare nel futuro. In generale infatti si tratta di un giovane, di età compresa fra 18 e 35 anni, con un’istruzione elevata, che nel 35% dei casi è di livello universitario, e proveniente generalmente dall’Africa, principalmente Senegal e Nigeria, o dall’America latina, in particolare dal Perù.

Da sottolineare poi le motivazioni che stanno alla base del loro impulso imprenditoriale. Nella maggior parte dei casi, stiamo parlando del 65% di quelli che hanno aderito al progetto del ministero del Lavoro, i giovani imprenditori stranieri sono spinti a crearsi una propria azienda da una forte intenzione di realizzazione personale o a dalla ricerca di una maggiore indipendenza economica. Per quanto riguarda poi gli ambiti economici in cui decidono di operare, il 56% di loro opta per il settore dei servizi e il 35% per il commercio. Insomma, un segnale di grande vitalità che diventa ancora più rilevante se si considera il periodo di crisi che stiamo vivendo. E tutto sommato l’ennesima conferma di un trend che altri numeri già ci avevano rilevato: in Italia infatti attualmente sono 364mila le imprese create dagli immigrati, vale a dire il 6% del totale nazionale, e nel terzo trimestre del 2012 sono cresciute 7 volte di più della media (+1,4% contro +0,2%). Un segnale di speranza a cui guardare davvero con un pizzico di ottimismo.

 

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