12set

Start-up, arriva il manifesto europeo

 

A salvare l’economia europea saranno le start-up digitali. Ne è convinta il vicepresidente della Commissione Ue, Neelie Kroes, che nei giorni scorsi ha presentato lo Startup Europe Manifesto: alla base del Manifesto c’è la convinzione dei vertici Ue che l’unico modo per uscire dalla crisi economica che ha portato alla recessione nel vecchio continente sia quello di investire nella web economy, per la quale si prevede una crescita annua pari all’8% nei prossimi 5 anni.

 

Il punto di partenza è adesso, secondo la Kroes, cambiare radicalmente la mentalità nel mondo dell’imprenditoria. In particolare il Manifesto prevede cinque linee guida secondo cui si svolgerà il piano europeo:

 

1)Formazione e Competenze. Secondo la Ue è necessario che ogni bambino acquisisca adeguate competenze in ambito tecnologico. Pertanto bisogna sensibilizzare anche gli insegnanti (il 20% di loro non ha mai usato un computer nelle lezioni scolastiche).

 

 

2) Accesso al talento. Il 26% dei datori di lavoro in Europa ha difficoltà a trovare talenti. Molti aspiranti imprenditori lasciano la Ue per cercare successo altrove. Ci sono circa 50.000 tedeschi nella Silicon Valley, e sono stimate circa 500 start-up nella zona di San Francisco Bay che parlano francese. Perciò bisogna trasformare la Ue in un ecosistema per start-up all’avanguardia.

 

3)Accesso al capitale. Il declino degli investimenti nel venture capital è deprimente, essi si sono dimezzati sia nella zona euro che nell’Unione europea dal 2008. Il suggerimento del Manifesto è di copiare il “modello Israele”, che permette di considerare una perdita l’investimento in una start-up per il primo anno e defiscalizza quello degli anni successivi tramite uno sconto fiscale per le imprese che hanno investito in azioni di una start-up.

 

4)Privacy e protezione dati. Le normative dati in Europa sono particolarmente arretrate. Bisogna agire su due fronti: da una parte proteggere efficacemente i consumatori, dall’altra agire su digitalizzazione della burocrazia. In particolare, la digitalizzazione delle pratiche degli enti pubblici consentirebbe di ridurre significativamente i costi per i cittadini.

 

5) Leadership. L’Europa ha visto nascere molte start-up di grande successo (Skype e Spotify, per esempio) ma manca un vero stile di leadership, manca cioè una cultura del successo che valorizzi queste esperienze. Il Manifesto propone di nominare in ogni paese dell’Ue un Chief digital officer, un “campione” del digitale che promuova i benefici di una società digitale inclusiva e faccia sì che l’innovazione penetri in ogni azienda e settore dell’economia. Un Digital European Forum permetterebbe di condividere le best practice europee.

 

Tra i firmatari del Manifesto, lanciato dalla Kroes insieme a un gruppo di imprenditori delle start-upci sono nomi di spicco tra i quali Daniel Ek di Spotify, Niklas Zennström di Atomico, Boris Veldhuijzen van Zarten di The Next Web e Reshma Sohoni di Seedcamp.

 

C’è tempo fino al 30 settembre 2013 per aderire allo Startup Manifesto, accedendo alla pagina ufficiale dell’iniziativa; l’idea è che, ottenendo il maggior numero di firme attorno alle misure contenute, si arrivi a creare un documento con azioni precise da mettere in pratica subito, dopo una serie d’incontri  previsti ad ottobre a Bruxelles ,in cui verranno stabilite le priorità d’azione per organismi dell’Ue come il Consiglio d’Europa. E allora cosa aspettate? Firmiamo tutti, con la speranza che la Ue diventi presto un continente per start-up.

 

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