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Start-up innovative: sono quasi a quota 4.000, la fotografia del fenomeno.

Siamo quasi a quota quattromila. A 3.796, per l’esattezza, secondo i dati Infocamere. E’ il numero delle start-up innovative aggiornato ad oggi 20 aprile, a quasi tre anni dal Decreto Passera che le istituì. Chi sono e cosa fanno queste start-up? In prevalenza come sempre stanno in Lombardia (834), poi in Emilia Romagna (460) e nel Lazio (360). Ultima (abbastanza scontato) la Valle d’Aosta con sole 11 start-up.

 

Si contano quasi sulle dita di una mano quelle con capitalizzazione superiore al milione di euro: sono la Five-Fabbrica italiana veicoli elettrici (San Lazzaro di Savena); la Solis Green Log di Casoli (Ch); la la Progetto 3 di Firenze, la Sedapta di Genova; la Epic e Il mio supereroe di Milano; la Aviovenice di Padova la Basic Co di Vicenza e infine la Fides Pharma di Torino (che è anche una delle pochissime ad essere società per azioni, mentre la stragrande maggioranza delle quasi quattromila start-up innovative sono società a responsabilità limitata.

 

Molte rimangono anche “nane” per quanto riguarda il numero di dipendenti: bisognerà vedere gli effetti del cosiddetto “investment compact”, la nuova legge che prevede novità per le start-up iscritte al registro speciale delle imprese, che passano da 4 a 5 anni. Inoltre viene esteso fino al quinto anno (prima era il quarto) l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio in conseguenza dell’iscrizione nella sezione speciale.

 

Come è noto poi l’atto costitutivo e le successive modifiche societarie riguardanti la start-up innovative secondo le nuove regole possono avvenire anche con firma digitale. Cioè senza atto notarile, cosa che però fa sorgere dubbi pesanti circa possibili furti di identità. Passato il quinto anno di età le start-up innovative possono poi confluire nel nuovo registro delle “pmi innovative”; tra i requisiti devono impiegare meno di 250 persone e il fatturato annuo non deve superare i 50 milioni di euro, più altri requisiti simili alle start-up innovative. Vedremo nei prossimi mesi se le novità normative del nuovo decreto porteranno a una crescita reale delle piccole imprese, siano esse start-up o pmi.

 

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