28apr

Start-up, la prima relazione annuale

Qualche giorno fa il ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la prima relazione annuale sullo stato d’attuazione della normativa a sostegno dell’ecosistema delle start-up innovative, quell’iniziativa che più o meno un anno e mezzo fa ha introdotto una nuova definizione di innovazione in Italia, tracciando un’ampia gamma di agevolazioni a favore di questa tipologia d’impresa.

 

Quella del ministero oggi, è una relazione in formato online per tirare le somme di quello che è successo in Italia da quando tutto questo ha avuto inizio.

 

Risultato? Bene, soprattutto nell’ottica di rilancio del mercato italiano.

 

Tante le proposte, e le idee, un po’ meno le effettive rese, ma c’è da dire che anche su questo punto, ci stiamo arrivando.

 

Sono 1.719 le start-up innovative iscritte nei registri speciali solo nel mese di febbraio, il 30% nel Nord-Ovest, il 28% nel Nord-Est, il 23% al Centro e  il19% nell’Italia meridionale e insulare. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio le regioni in testa, Milano, Roma e Torino le province più quotate.

 

Il 78% delle start-up innovative opera nei servizi (in particolare nella produzione di software e nelle attività di ricerca e sviluppo), il 18% nell’industria e nell’artigianato, il 4% nel commercio, poi ci sono gli esempi di start-up attive nel campo del turismo e dell’agricoltura. Poi, per finire, gli acceleratori (tantissimi) e gli incubatori, diciannove quelli certificati.

 

“Le start-up innovative sono al centro della strategia di rilancio del sistema produttivo nazionale cui stiamo lavorando” ha commentato il ministro Guidi.

 

“Sostenendo la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative vogliamo favorire un approccio di politica industriale premiante per quelle aziende capaci di incidere profondamente sulla competitività e sulla produttività del nostro tessuto economico, generando effetti positivi sull’occupazione, in particolare giovanile.”

 

Lo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale, la creazione di un ecosistema maggiormente incline all’innovazione, la mobilità sociale e un’Italia di talenti e capitali, questi gli obiettivi del ministro, del Governo, quantomeno negli intenti.

 

Diverse sono infatti le nuove misure attualmente in fase di studio, tra queste è ormai prossimo al lancio il programma Italia Startup Visa, il cui obiettivo è la semplificazione del meccanismo di concessione di visti per i cittadini extra-Ue che intendono avviare una start-up innovativa in Italia”.

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