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Start-up: l’agricoltura in cloud di Ortotica

Coltivare nell’acqua, nell’aria, nello spazio.

Pare futuro ma non lo è, è una tecnologia inventata (e già commercializzata) da un gruppo di ragazzi italiani. Si chiama Ortotica, pare una crasi tra orto e domotica. “È una tecnologia che ha l’obiettivo di migliorare qualsiasi coltivazione agricola” dice a l’Arancia uno dei fondatori, Vittorio Arenella.

 

“E’ una agricoltura 2.0 che ti permette di irrigare, illuminare, umidificare e molto altro in completa autonomia o controllando tutto in cloud”. Ortotica ha anche una valenza ecologica ed etica. “Spesso ci chiedono perché c’è la necessità di coltivare fuori dal suolo, e la risposta è meno scontata di quello che sembra. Perché la terra spesso ormai è troppo inquinata, basta pensare ad alcuni terreni della Campania dove vivo io, spesso pieni di veleni, di percolato o di metalli pesanti. Ecco allora un esperimento in corso, la coltivazione nella zeolite (estratta dalle cave di Nola), minerale con proprietà straordinarie: permette di aerare perfettamente le radici, però ha necessità d’essere irrigato con precisione al millimetro”.

 

Qui entra in gioco l’altro aspetto di Ortotica, la tecnologia.

“Un sistema in cloud in grado di gestire l’irrigazione e il grado di umidità, il grado di illuminazione della serra e tutti i parametri ambientali. Il tutto con una tecnologia che costa poco e con un software relativamente semplice”. “La rivoluzione dell’agricoltura 2.0 è appena cominciata”, dice Vittorio. “Parliamo spesso con molti agricoltori e agroindustriali, e tra i maggiori problemi c’è quello di come minimizzare il consumo idrico, che soprattutto in certe regioni è strategico: e poi ridurre i nitrati e i metalli pesanti nelle produzioni per puntare alla qualità e a un mercato sempre più esigente. Questi sono altri aspetti che con una tecnologia come la nostra si possono gestire”. “Prima queste tecnologie costavano tantissimo ed erano utilizzate solo dai grandi produttori, che puntavano soprattutto sulla quantità e non sulla qualità” – continua Vittorio. “Ma adesso sono alla portata di tutti”.

 

Le applicazioni sono diverse: “per esempio gli orti urbani e le coltivazioni sui balconi, che controllate da un computer possono essere gestite totalmente in remoto quando si è in vacanza”. Vittorio e i suoi soci fanno capo a Noocleo, una rete di consulenti e professionisti “che si sono messi insieme per creare valore, tutti con alle spalle esperienze di consulenza per grandi aziende”, e a Fonderie Digitali, una rete di professionisti al servizio delle Aziende, degli Enti e della Formazione che ricercano nuovi modelli e vogliano sviluppare nuove idee e soluzioni innovative e fare “innovazione dal basso”.

 

 

Vittorio e i suoi saranno presenti all’aperitivo organizzato da l’Arancia il 9 novembre prossimo a Milano, aperto a tutti coloro che sono interessati a come si fa impresa innovativa in Italia e come ci si mette in proprio, tra start-up e dintorni.

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