30mag

Start-up: una su due chiude entro 5 anni

Oltre la metà delle start-up non arriva al quinto anno di vita. Lo dicono i nuovi numeri Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre: secondo un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi, più di un’impresa su due (precisamente il 55,2%) chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita. «Un dato molto preoccupante che evidenzia la grave difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle guidate da neoimprenditori» dice l’associazione. 

 

Le cause? «Troppe tasse, una burocrazia che non allenta la morsa e la cronica mancanza di liquidità – dichiara Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi – sono i principali ostacoli che hanno costretto molti neoimprenditori a gettare la spugna anzitempo. E’ vero che molte persone, soprattutto giovani, tentano la via dell’autoimpresa senza avere alcuna esperienza e/o il know how necessario, tuttavia questa percentuale di chiusura così elevata è molto preoccupante, anche perché continua ad aumentare di anno in anno».

 

Se nel 2004, infatti, il tasso generale di mortalità si attestava al 45,4% (ovvero la percentuale di imprese ancora in vita dopo 5 anni sul totale delle imprese nate nell’anno di riferimento, ossia il 1999), dieci anni dopo la soglia è salita al 55,2%; quasi 10 punti in più. Per quanto concerne i settori, invece, la quota più elevata si riscontra nelle costruzioni (62,7%), nel commercio (54,7%) e nei servizi (52,9%). Più contenuto degli altri, invece, è il dato dell’industria (48,3%).

 

A livello regionale, invece, la situazione più pesante si registra nel Centro-Sud. Se la maglia nera spetta alla Calabria (58,5 per cento di chiusure dopo 5 anni di vita), ad una incollatura seguono il Lazio (58,1 per cento), la Liguria (57,7 per cento) che è l’unica regione del nord nelle prime posizioni di questa graduatoria, la Sicilia (57,2 per cento), la Sardegna (56,4 per cento) e la Campania (56 per cento). Le province autonome di Bolzano e di Trento (rispettivamente con il 45,8 e i 49,3 per cento), la Basilicata (50,1 per cento) e il Veneto (51,9 per cento), invece, sono le realtà più positive.

Scritto da Redazione il 30 maggio 2017

Tags: ,
Leggi anche: