25giu

Start-up Visa, porte aperte a chi viene a innovare

Conto alla rovescia per i visti facili alle start-up che vogliono investire in Italia. È “Italia Startup Visa”, l’iniziativa presentata ieri dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, presso l’acceleratore di start-up romano Luiss Enlabs, realizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri.

 

Di “Start-up Visa” avevamo già parlato qui a L’Arancia con il responsabile tecnico della segreteria del Mise, Stefano Firpo; adesso il programma entra nel vivo. Grazie all’assegnazione a un unico Comitato tecnico del Mise della procedura di concessione del visto d’ingresso per lavoro autonomo, sarà infatti più facile per i cittadini dei Paesi extra-Ue avviare una start-up in Italia.

 

Il Comitato tecnico entro 30 giorni deve valutare la domanda dei richiedenti che dovrà essere corredata da tutte le informazioni sull’idea, il modello di business ipotizzato, la tipologia di prodotto o servizio da sviluppare e il mercato di riferimento. Corsia preferenziale per quelli che dimostreranno di avere un incubatore certificato disposto ad accoglierlo nella propria struttura. Ulteriore requisito richiesto: una disponibilità di 50 mila euro da dedicare allo sviluppo della start-up, incluso il valore dei servizi che verranno eventualmente forniti dall’incubatore alla nuova impresa.

 

Tutta la procedura sarà gestita telematicamente attraverso il sito, dove sarà inoltre possibile reperire tutte le informazioni necessarie. Secondo il Ministro Guidi “Italia Startup Visa è un ulteriore tassello della policy a favore delle startup innovative. Uno strumento volto a incrementare la capacità di attrazione del nostro Paese approfittando della crescente mobilità delle intelligenze e degli imprenditori innovativi su scala globale”. “Da oggi – ha aggiunto il Ministro – un cittadino di un paese extra-UE che vuole costituire una startup innovativa in Italia potrà ottenere il visto di ingresso in modo estremamente semplificato e veloce.”

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