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Novità per le start-up nel Decreto Cultura e Turismo

Ieri si è chiuso in Parlamento l’iter del cosiddetto Decreto cultura e turismo, una serie di misure che servono a incentivare questi due settori e in particolare le imprese che dovrebbero rilanciarli.
 
Sono molte le novità portate dal decreto, tra cui l’Art Bonus (un regime fiscale agevolato per i mecenati), crediti d’imposta per chi decide di digitalizzare la propria attività e per chi produce film sul territorio nazionale, semplificazione delle procedure amministrative per il Grande Progetto Pompei, e molto altro. Ma si è parlato anche di start-up.

Un articolo è stato inserito in corso di lavorazione sul decreto, l’11 bis, il cui scopo è individuare le start-up innovative del settore turistico.

Le start-up innovative di cui parla il decreto sono le società che hanno come oggetto sociale la promozione dell’offerta turistica nazionale, offrendo servizi alle imprese turistiche già avviate e che hanno bisogno di una spinta per diventare più competitive.
 
Questi sono servizi definiti all’interno del decreto che devono offrire le start-up:
 
– formazione del personale;
 
– supporto nella costituzione e associazione di imprese turistiche e culturali, strutture museali, agenzie di viaggio al dettaglio, uffici turistici di informazione e accoglienza per il turista e tour operator di autotrasporto;
 
– offerta di servizi di prenotazione, compresi sistemi telematici e banche di dati in convenzione con agenzie di viaggio o tour operator, la raccolta, l’organizzazione, la razionalizzazione e l’elaborazione statistica dei dati relativi al movimento turistico;
 
– elaborazione e sviluppo di applicazioni web che mettano in relazione gli aspetti turistici e quelli legati all’intrattenimento presenti su un territorio, e che consentano lo svolgimento di attività conoscitive, promozionali e di commercializzazione dell’offerta turistica nazionale, in forma di servizi di accoglienza di turisti.
 
Queste nuove imprese possono essere costituite anche come SRLS, e se i soci hanno meno di 40 anni al momento della costituzione della società, questa sarà esente da imposta di registro, diritti erariali e tassa di concessione governativa.
 
Tutto questo varrà a partire dal 1 gennaio 2015.

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