03dic

Tasse, per le piccole imprese a gennaio c’è l’incubo della Res

Tasse, tasse e ancora tasse. E’ questa la vera maledizione per tante piccole aziende italiane. E da gennaio arriva un nuovo insopportabile balzello che tra le altre cose colpirà in maniera più pesante proprio tutte le micro-imprese. Stiamo parlando della famigerata Res, un imposta comunale su rifiuti e servizi, con la quale è bene fin d’ora cominciare a prendere dimestichezza. Si tratta infatti di una tassa la cui applicazione porterà la pressione fiscale sulle imprese in Italia a livelli pressoché da record. Il tutto grazie al fatto che la nuova imposta prevede aumenti sostanziosi rispetto alla vecchia tassa sui rifiuti già versata in passato dalle aziende. Secondo quanto stimato dalla Confcommercio infatti ci saranno rincari dell’ordine di un +290%. Avete capito bene, e non sono certo numeri campati per aria.

Anzi, si può anche aggiungere che alcuni settori produttivi saranno penalizzati in misura ancora più rilevante, se possibile. Basti pensare che per le attività di ristorazione si parla di aumenti del 400% e per quelle del comparto ortofrutticolo o per le discoteche si arriva addirittura ad un colossale +600%

. Le ragioni di questa vera e propria impennata si spiega con il fatto che a differenza della vecchia imposta, la nuova Res, oltre ai rifiuti ingloba versamenti riguardanti una serie di altri ambiti. Si va dai servizi di sicurezza a quelli per la gestione delle strade fino all’illuminazione pubblica. Un menù che sarà servito sulla base di aliquote ben precise che per il momento sono affidate ad un decreto ma che presto troveranno triste conferma in un preciso regolamento ministeriale a cui dovranno fare riferimento le amministrazioni comunali. Una situazione che come facilmente comprensibile, in un periodo in cui le imprese, soprattutto quelle piccole, risultano già pesantemente colpite dalla crisi economica, in molti casi potrebbe avere l’effetto di un vero e proprio colpo di grazia. E’ per questo che tutte le associazioni di categoria hanno rivolto una sorta di appello al governo, che nella persona del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, ha raccolto questa sorte di grido di dolore. Ora allo studio ci sarebbe la possibilità di far slittare l’entrate in vigore della Res a gennaio del 2014, un’ipotesi tutta da valutare però, perché comunque ci saranno da valutare sempre gli equilibri di finanza pubblica che continuano a rimanere sempre in bilico. E a pagare purtroppo sembra debbano essere ancora e sempre le piccole imprese.

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