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Terre ai giovani: dopo il Lazio, ci prova il Piemonte.

L’agricoltura è un settore su cui i giovani puntano sempre di più. Cosa si può fare per agevolarli?

Abbiamo scritto più volte del progetto del governo chiamato Terrevive, che punta ad assegnare terreni inutilizzati a under 40. Un’inizziativa che prevede l’utilizzo di ben 5.500 ettari a favore dei giovani. A livello territoriale, poi, nel Lazio sono state già distribuite le prime terre.  Adesso un secondo piano arriva dal Piemonte.

Si chiama Terre Originali ed è un progetto nato nelle Langhe, che vede coinvolti alcuni comuni in provincia di Cuneo e che mira a ridare vita ai terreni abbandonati della zona – un fenomeno purtroppo molto diffuso in Italia.

Il bando, in scadenza il prossimo 15 febbraio, vuole fornire l’aiuto e gli strumenti necessari ai giovani imprenditori agricoli (o aspiranti tali) under 40, per la riconversione dei terreni incolti. Nello specifico, il bando è rivolto a singoli individui, gruppi di persone che intendono costituirsi in forma cooperativa, società di persone o società di capitali, organizzazioni attive da non più di 4 anni, consorzi, reti d’imprese o altri raggruppamenti di soggetti giuridici attivi o costituendi.

 

Ai 10 vincitori del bando saranno offerti assistenza e supporto durante le varie fasi di avviamento imprenditoriale (orientamento alla selezione dei campi, assistenza legale e nelle attività di marketing, ecc.) e la concessione di terreni senza canone per 3 anni, nell’area delle Langhe Monregalesi: Ceva, Mondovì, Dogliani, Clavesana, Carrù e Cherasco.

Per quanto riguarda i criteri di selezione, le componenti che saranno prese in considerazione sono:

  • sostenibilità economica: si chiede di descrivere un piano d’azione che elenchi le fonti di ricavo, la tipologia di target, le strategie commerciali e dimarketing che si intendono adottare, così come quelle per la distribuzione dei prodotti/servizi. È importante delineare il quadro generale dei mercati di riferimento e specificare quali sono gli elementi di vantaggio competitivo del progetto proposto
  • sostenibilità ambientale lungo la catena del valore: filiera di fornitura di materie prime e semilavorati, coltivazione e trasformazione, distribuzione ed eventuale fine vita (es. degli imballaggi)
  • integrazione con il territorio: connessioni con fornitori locali, valorizzazione di tipicità del territorio, adesione a consorzi o filiere esistenti
  • scalabilità e replicabilità: prospettive di crescita e condizioni di replicabilità del progetto
  • impatto sociale: prospettive di impatto occupazionale e ricaduta positiva sul territorio
  • innovatività: elementi innovativi adottati nelle tecniche agronomiche, nei processi e nei prodotti/servizi, ma anche le principali opportunità di sviluppo e sostenibilità ambientale ad esse collegate.

 

Questa importante iniziativa mira anche ad attrarre nuovi investimenti nel settore agroalimentare locale, nella speranza di rilanciare il lavoro e ridare prestigio al territorio delle Langhe e all’identità della sua comunità.

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