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The Italian Startup Ecosystem, sempre più start-up in Italia

Le notizie sullo stato economico e lavorativo del nostro paese raccontano un ciclo in profonda crisi. Però c’è un aspetto poco considerato ma d’importanza fondamentale che potrebbe essere il segnale che l’ecosistema economico non è in una condizione terminale irreversibile. L’aspetto di cui parliamo sono le startup italiane che sono sempre più in crescita.

Mettendo a confronto il 2013 e il 2014 si scopre che il numero di start up innovative sono più che raddoppiate, passando da 1227 a 2716, segnando quindi un incremento del 120%.

Anche le startup finanziarie sono cresciute passando da 113 a 197.
Questi dati sono contenuti in una ricerca presentata allo Smau di Milano nell’ambito della seconda edizione del progetto “The Italian Startup Ecosystem”.

L’ammontare degli investimenti però rimane ancora di dimensioni ridotte se messo a confronto con il flusso di denaro che arrivano alle imprese negli altri paesi.

In Italia, infatti, s’investe un ottavo di quello che viene investito in Francia e Germania. Qualcuno potrebbe obiettare che queste economie stanno meglio della nostra e si possono permettere di investire e di rischiare di più. È vero, ma in questo modo non si spiega perché anche la Spagna, che sta peggio, investa il doppio di noi.
 
In più c’è da sottolineare che buona parte degli investimenti arrivano da soggetti non istituzionali: business angel, family office, acceleratori e incubatori. Questi attori si stima avranno un peso del 50% negli investimenti per il 2014.
 
È palese che in Italia ci sia molta voglia di fare impresa, bisogna solo capire l’importanza di questa risorsa e compiere quello scatto culturale che ci renda più inclini al rischio di investire in una piccola impresa. Un’impresa neonata, che cerca credito, è ovviamente meno solida di un grande gruppo che opera da decenni dal mercato, ma mettendo in conto la possibilità di perdere, c’è la possibilità che quella start up diventi il grande gruppo che opera sul mercato da decenni.

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