18nov

Turismo e start-up, cosa cambia?

Ecco la novità: dal primo gennaio 2015 i vantaggi offerti alle start-up innovative si estenderanno al settore del turismo, quel mercato che (soprattutto) in Italia, significa economia e ripresa.

 

Cosa significa? Che sarà possibile costituire una società di capitali o una cooperativa nel momento in cui l’iniziativa avrà in oggetto: “la promozione dell’offerta turistica nazionale attraverso l’uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare, agendo attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche.”

 

“Questi servizi dovranno riguardare la formazione del titolare e del personale dipendente, la costituzione e l’associazione di imprese turistiche e culturali, strutture museali, agenzie di viaggio al dettaglio, uffici turistici di informazione e accoglienza per il turista e tour operator di autotrasporto.”

 

Il cambiamento guarderà alla tecnologia, e a tutto quello che la tecnologia, applicata al turismo, potrebbe portare. Servizi centralizzati di prenotazione, raccolta, organizzazione, elaborazione e sviluppo di applicazioni web. Tutto quello che spesso (sempre più spesso) si usa, tutti i giorni. Chi non prenota online? Chi non si informa online? Nessuno, o meglio, sempre meno gente. E in questo modo, sul fronte impresa, aumenteranno le possibilità di crescita e sviluppo per gli startupper del settore del turismo. Ma la novità non si limiterà a questo. 

 

L’atto costitutivo di una start-up innovativa turistica, i cui soci siano tutte persone fisiche che non abbiano compiuto il quarantesimo anno di età, sarà esente da imposta di registro, diritti erariali e tasse di concessione governativa.

 

Non male no?

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