12giu

Un visto alle start-up innovative straniere per attirare cervelli in Italia

Parte dal 24 giugno il progetto Italia Start-up Visa del MISE.

Da quel giorno sarà possibile accedere a italiastartupvisa.mise.gov.it e presentare a un comitato tecnico costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico il proprio progetto.
 
Il comitato deve esaminare curriculum del partecipante, il valore del progetto, e se sono disponibili i 50.000 euro di base per avviare il progetto. Entro un mese arriverà il risultato, negativa o positiva.

Se il progetto soddisfa tutte le richieste, allora il Comitato farà richiesta di nulla osta all’ingresso provvisorio emesso dalla Questura del luogo in cui sorgerà la start-up.

A questo punto l’imprenditore dovrà consegnare al consolato italiano nel suo Paese la documentazione riguardo l’alloggio in Italia e di aver avuto nell’ultimo anno un reddito superiore al minimo previsto dalla legge per l’esenzione alla spesa sanitaria.
 
Una volta controllata la documentazione viene rilasciato il visto di lavoro autonomo start-up, “con ogni sentita speditezza”, e l’imprenditore ha 8 giorni per richiedere il permesso di soggiorno.
 
Questo percorso può essere fatto anche dalle start-up straniere che lavorano all’interno di incubatori italiani – una procedura leggermente semplificata che passerà attraverso la struttura.
 
Non sappiamo se sia il primo passo per avere i germogli di future grandi aziende internazionali sul territorio, ma di sicuro lasciare spazio all’innovazione e ai cervelli stranieri non può che farci bene.

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