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ViVAX, la scommessa di Mattia sul crowdfunding

 

 

Avevamo già parlato di crowdfunding, la formula di raccolta fondi online che sta avendo un ruolo decisivo per molte giovani start-up (e che in Italia è ancora abbastanza sconosciuta). Adesso ci racconta la sua esperienza diretta Mattia Ventura, 20 anni, romano, che ha presentato a Kickstarter, il principale sito mondiale di lingua inglese dedicato al crowdfunding, il suo progetto ViVAX.

Di cosa si tratta, Mattia?

È una custodia per Mac composta con materiali che non sono mai stati utilizzati per questi usi. Un guscio impermeabile, resistente agli urti, allo sporco, alle cadute e alle temperature estreme, realizzato in polipropilene copolimero, mentre all’interno una schiuma (foam) garantisce l’assorbimento del 90% dell’energia in caso di urti. Anche qui abbiamo usato un materiale solitamente destinato ad altri usi, il Poron Xrd. L’idea mi è venuta parlando con amici fotografi e/o giornalisti che si lamentavano del fatto che non esistono custodie in grado di proteggere veramente un laptop.

Il risultato è una custodia indistruttibile. Quelli di Mashable hanno provato anche a passarci sopra con la macchina. Come sei arrivato a questo progetto?

Finito il liceo, volevo iscrivermi a Economia, ma poi ho rinunciato, e ho preferito dedicarmi a un progetto imprenditoriale come questo. Ho fatto prima una ricerca sui materiali, poi sulle aziende in grado di produrre la mia idea. Che sarà realizzata totalmente made in Italy, nel Lazio: assemblata a Roma tramite aziende che producono conto terzi. Comunque non è un prodotto complicato, il guscio lo realizziamo per esempio in una azienda romana che fa stampaggio plastico.

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Che difficoltà hai trovato sul tuo percorso?

Una certa diffidenza da parte delle aziende verso i giovani. Quando mi presentavo con il mio business plan e il mio progetto, chiedendo un preventivo, solitamente non ottenevo risposta. È molto difficile per un giovane avere attenzione. Poi adesso paradossalmente con Kickstarter si è avuto un ritorno di attenzione e sono le aziende che mi chiamano.

Raccontaci come funziona il crowdfunding.
Allora, intanto Kickstarter è il sito di riferimento per il crowdfunding. Ma è bene sapere che non è aperto agli italiani. Bisogna essere o americani o inglesi. Ci sono siti italiani di crowdfunding ma sono più che altro imitazioni, e non si raggiungono cifre superiori ai 1.000 euro. Quindi, nel caso, armatevi di amici-conoscenti-soci che siano o inglesi o americani. Io ho usufruito di un amico londinese. Poi presenti il tuo progetto, imposti un goal (cioè la cifra che punti a raggiungere) e se entro il tempo previsto raggiungi quel goal, dopo qualche settimana i soldi raccolti ti vengono accreditati. Il tempo massimo della raccolta (per Kickstarter) è di due mesi, anche se è consigliato scegliere un periodo inferiore (30 giorni). Il denaro ti viene accreditato solo se il goal è raggiunto. I donatori (o “backers”) in quel caso vedono addebitate le loro carte di credito per la cifra che hanno deciso di investire su di te. In cambio ricevono degli incentivi o dei prodotti a seconda di quanto hanno scelto di donare.

Nel caso di ViVAX, si va dalle 5 sterline, una cartolina da Roma, alle almeno 9 sterline per un mouse realizzato in Poron Xrd; alle 59 sterline, per un portacomputer in colore nero; da 85 sterline per un portacomputer Vivax; da 119 sterline una custodia in serie limitata; e via via fino ai “soci sostenitori” da 3.000 pounds – ma finora non ve ne è nessuno – che riceveranno i primi esemplari di ViVax, più un tour degli stabilimenti, un viaggio a Roma con Mattia come guida. Il dato interessante è che la maggior parte dei backers non rientra nella fascia più bassa come si potrebbe pensare; 245 backers hanno investito tra i 59 e gli 85 pound, contro solo 7 che hanno investito da 1 a 29 pounds.

Il risultato è stato un grande successo: non solo per capitali raggiunti. Il goal di 15 mila sterline è stato raggiunto in soli due giorni, e al momento in cui scriviamo abbiamo superato le 21 mila sterline.

Anche se è vero che per Mattia si tratta di un secondo tentativo. La prima volta, l’obiettivo era fi raggiungere quota 30.000 sterline ma è stato realizzato solo al 50%. Il goal è stato quindi rivisto al ribasso, e Mattia ha puntato su un obiettivo più realistico, di 15 mila. Nel frattempo comunque Kickstarter si è dimostrata un’ottima vetrina. Diversi giornali e siti internet hanno parlato del prodotto di Mattia. Il quale consiglia oggi di investire in un buon video – nel suo caso, un filmato molto professionale realizzato dal suo amico Francesco Galati, pubblicitario.

Mattia sottolinea infine come Kickstarter sia stata un’ottima occasione per reperire capitali. Lui pensava anche a dei finanziamenti della regione Lazio, ma è senz’altro una strada più complicata. Dal punto di vista societario, invece, Mattia sta svolgendo le pratiche notarili proprio in questi giorni, e non ha ancora deciso se impiantare una s.r.l semplificata o a una s.r.l classica.

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