13apr

Agricoltura: Peroni punta sui giovani agricoltori: tutte le cifre di un settore in crescita

Il made in Italy passa anche dalla birra. La Peroni, marchio storico italiano, ha annunciato oggi la fine del secondo corso ‘Birra Peroni per l’agricoltura’ è realizzato insieme ad ENAPRA, l’Ente Nazionale di Formazione della Confagricoltura. Grazie alla formazione di Birra Peroni ed ENAPRA (Confagricoltura), i 53 agricoltori di orzo e mais che hanno seguito il corso, riporteranno le tecniche apprese in nove regioni d’Italia: Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Veneto, Lombardia, Toscana, Molise e Marche, per un’area complessiva di 5.657 ettari di terra (più del 10% della terra coltivata ad orzo per Saplo). Quest’anno in aula ci sono state anche le giovani generazioni dei nostri coltivatori ‘storici’: tra i partecipanti ben 39 hanno meno di 45 anni e dieci sono donne.

 

Il gruppo Peroni cerca per la produzione della sua birra, Birra Peroni ha bisogno di circa 50.000 tonnellate di orzo all’anno (equivalenti ad una superficie seminata di 16.880 ettari e circa 1.600 agricoltori impiegati) che hanno un valore d’acquisto di oltre 11 milioni di euro. Insomma, la birra si conferma oltre che bevanda gustosa anche ottima opportunità per gli agricoltori italiani: del resto non ci sono solo i colossi come Peroni: c’è anche il promettente settor edella birra artigianale: che quest’anno ha toccato il record di 30 milioni di litri e 600 microbirrifici, rispetto alla trentina censiti 10 anni fa.

 

La produzione artigianale traina anche l’export Made in Italy, con le spedizioni di birra italiana all’estero che sono aumentate nel corso del 2014 del 13% in quantità. A sostenere la produzione italiana di birra ci sono le coltivazioni nazionali di orzo, con una produzione di circa 860.000 tonnellate di orzo nel 2014 su una superficie complessiva investita di circa 226.000 ettari. Per quanto concerne la produzione di birra, scrive Repubblica, i microbirrifici nel 2004 erano poco più di una trentina

 

Anche la formazione si attrezza. Oltre ai corsi Peroni anche le università cominciano a studiare percorsi specifici: l’ateneo di Perugia, che già ha all’attivo un master, ha appena annunciato la prima edizione di un nuovo curriculum in Tecnologie birrarie all’interno del corso di laurea triennale in “Scienze e Tecnologie Agroalimentari”. E’ destinato a formare professionalità in grado di operare all’interno dell’intera filiera birra (orzo, luppolo, lievito e processo produttivo del malto e della birra) per creare operai, quadri e dirigenti nel settore birrario permettendo così, a tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione, di completare i propri studi in Italia senza doversi recare all’estero (Belgio, Germania, Francia, Inghilterra), come avveniva fino a poco tempo fa. Inoltre, sono previsti stage formativi, tirocini e laboratori, presso aziende birrarie nazionali ed eventualmente internazionali, nell’ambito dei programmi come l’Erasmus.

 

 

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