25ott

Crowdfunding, appuntamento a Roma per saperne di più

Crowdfunding, chi era costui? Proprio per spiegare ai giovani imprenditori italiani le straordinarie potenzialità di questo innovativo sistema di finanziamento, sabato prossimo 27 ottobre a Roma per un’intera giornata si svolgerà Crowdfuture, evento dedicato proprio alla scoperta di tutti i segreti del crowdfunding. “E’ uno strumento che promette di rivoluzionare il mercato dei finanziamenti” annuncia Daniela Castrataro, consulente della Twintangibles, società di consulenza aziendale che, insieme all’agenzia Nois3lab , è promotrice dell’iniziativa. “Si tratta in pratica – spiega la Castrataro – di un sistema di finanziamento collettivo, in cui una serie di soggetti decidono di finanziare un progetto, con in cambio una ricompensa. A seconda poi del tipo di crowdfunding si avranno ritorni diversi”. Tra i più noti c’è il reward based crowdfunding, che di solito consiste nel finanziare un’iniziativa da cui si otterrà in cambio un prodotto. Oppure c’è l’equity based crowdfunding, che è quello che permette di acquistare azioni di un’azienda nascente. “Noi ad esempio – sottolinea la Castrataro – abbiamo organizzato Crowdfuture proprio attraverso una forma di finanziamento in crowdfunding. Per la cronaca siamo riusciti a mettere insieme ben 5 mila euro”.

Ma le cifre che si possono raggranellare proponendo idee valide e coraggiose sono le più disparate, come si può facilmente verificare connettendosi al sito crowdcube.com, la più famosa piattaforma di crowdfunding mondiale, nata in Gran Bretagna. Si va dalle 55mila sterline per il progetto Pix Plin messe a disposizione da 68 investitori, al milione di pound rastrellati dal Rushmore Group grazie alla fiducia di 143 investitori. “In Italia il crowdfunding è ancora poco noto – spiega la Castrataro – a differenza di Paesi europei come Gran Bretagna, Germania e Olanda dove ha cominciato ad affermarsi a partire già dal 2009”. Il nostro Paese, come al solito, verrebbe da dire, arriva sempre più tardi degli altri. Però questa volta ci ha pensato il governo Monti a cercare di recuperare il tempo perso. “Nelle recenti nuove disposizioni dedicate alle start-up – racconta la Castrataro – è stato infatti legalmente codificato anche in Italia l’utilizzo del crowdfunding attraverso specifiche piattaforme online. Purtroppo però mancano ancora i requisiti che dovranno avere i potenziali investitori. Sarà la Consob che stabilirà queste caratteristiche, predisponendo un apposito registro che speriamo venga presto istituito”. In effetti, bisogna subito rilevarlo, questa del registro costituisce una complicazione in più rispetto ad esempio alla più volte citata Gran Bretagna dove invece sulle piattaforme di crowdfunding qualsiasi cittadino disposto a investire un minimo di 20 sterline può diventare finanziatore. Al netto di ciò però, non c’è dubbio che si tratta di un’opportunità in più per tutti i giovani imprenditori del nostro Paese che vorranno dare vita ad una start-up innovativa. “ In questo senso – afferma ancora la Castrataro – il giorno di incontri e workshop che abbiamo organizzato servirà non solo a far scoprire questo nuovo strumento di finanziamento, ma per imparare ad usarlo efficacemente, perché non bisogna assolutamente credere che possa essere semplice e immediato convincere centinaia di investitori a mettere dei soldi sulla propria idea di impresa”. In questo senso anzi, ci sentiamo di aggiungere, che il crowdfunding può rappresentare per molti giovani imprenditori un primo, selettivo banco di prova per capire quanto un pubblico vasto ed eterogeneo possa accettare e condividere una certa idea di impresa o di nuovo prodotto.

 

Leggi anche: