01set

Dal cinema al gelato artigianale: la storia di Leonardo e Valeria

Lasciare Roma, il cinema e la pubblicità per approdare a Matera e al gelato. E’ la storia di Leonardo De Angelis e Valeria Vizziello. Lui è romano, ha fatto il location finder per grandi kolossal, da Ocean’s Eleven a Mission Impossible allo 007 di Quantum of Solace. Valeria invece è proprio di Matera, lavorava nella pubblicità per Armando Testa. Abitavano a San Giovanni, a Roma, e”non ne potevamo più di passare gli stipendi alle baby sitter per stare coi nostri figli”, racconta Valeria a L’Arancia.

 

Così nel 2011 la decisione: via dalla grande città, rotta verso Sud. Hanno aperto una gelateria che si chiama I vizi degli angeli, crasi dei due cognomi (si intravede il lavoro di copy di Valeria), mettendo a punto, da una passione comune, quella del gelato, un piano B per non soccombere tra le buche e la vita moderna. La gelateria è come ci si aspetta, hi tech, con gusti “post”, come ananas e zenzero, c’è anche un “Brasile ma non troppo” (pesca, mango e cocco) dedicato alle Olimpiadi.

 

Gli affari vanno bene, la qualità è apprezzata, “siamo saliti al trentunesimo posto dei 100 migliori gelatai artigianali italiani la secondo la classifica 2016 di Dissapore”, dice orgoglioso Leonardo. Certo mettere su un’impresa rispetto al lavoro dipendente riserva sempre delle sorprese. E costi nascosti, “abbiamo avuto l’idea di mettere una fontanella d’acqua a disposizione dei clienti, ci costa 500 euro all’anno perché l’Asl deve fare i controlli di potabilità due volte all’anno”, racconta sempre Leonardo. Servono forti investimenti iniziali («la gelateria mantenitrice costa quarantamila euro»), che Leonardo e Valeria hanno messo di risparmi loro, le banche gli hanno chiesto infatti cosa facevano prima e dopo la risposta gli hanno detto no grazie. «Ma che siete matti? Andate piuttosto a vedere in Comune, pare che aprano un concorso!» gli dicevano altri conoscenti; il corso principale di Matera era appena stato reso pedonale, e la gente del posto diceva: “Ma che siete matti? Proprio adesso che non ci si può fermare più, non entrerà nessuno. E d’inverno cosa mangerete?. Perché normalmente non è che il gelato si mangiava d’inverno, erano anni in cui a ottobre i bar toglievano il gelato e mettevano i pasticcini”.

 

“Abbiamo deciso di scommettere su una nostra passione” dice Leonardo; e infatti hanno frequentato la Scuola del gelato di Perugia. Contenti del cambio di vita. Completamente, anche se all’inizio non tutto è stato semplice: “i primi tempi tornavo a casa e piangevo dalla fatica” racconta Valeria, “per il peso delle latte di gelato”.

 

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