14nov

Franchising, sostantivo femminile. Almeno in Italia.

Donna e con un’età compresa tra i 25 e i 45 anni. E’ questo l’identikit del perfetto imprenditore che vuole intraprendere un’attività in franchising. E’ il dato saliente che emerge da una ricerca presentata dalla Federazione italiana franchising in occasione del recente Salone del Franchising che si è chiuso a Milano qualche giorno fa, e che ha visto la partecipazione di 200 brand e ben 13mila visitatori, il 2% in più dell’anno scorso. Una manifestazione che tra l’altro ancora una volta ha ribadito l’interesse, soprattutto da parte di giovani neo-imprenditori, per un modello di impresa che non smette di affascinare e che è in continua espansione. D’altronde nel 2011 si è registrato un giro d’affari complessivo di 5,7 miliardi di euro, in crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente, un dato molto significativo se si pensa che siamo in piena crisi, e che diventa ancora più rilevante se si aggiunge che negli ultimi cinque anni il fatturato complessivo del franchising è cresciuto in Italia di 1,2 miliardi di euro con 1.370 nuovi negozi aperti.

Uno sviluppo che attualmente fa sì che siano ben 22.613 i punti vendita franchising censiti, 8.374 dei quali, ossia il 37%, gestiti da donne, un dato questo in costante ascesa.

Una circostanza quest’ultima confermata proprio dalla presentazione della ricerca sopra citata, che ha analizzato un campione di 150 potenziali imprenditori, uomini e donne, partecipanti a percorsi di scuola d’impresa e di avvio all’impresa, relativamente ad indicatori fondamentali per il business quali: la propensione al rischio del “mettersi in gioco”, la capacità di auto motivarsi, le qualità organizzative, l’indole al “sacrificio”, i rapporti interpersonali, le capacità manageriali, nonché il desiderio di successo. Il risultato che è emerso, come segnalato, è molto chiaro. Le giovani donne sembrano essere molto più portate per intraprendere un’attività in franchising. Particolarmente indicativi in questo senso i punteggi che hanno riguardato l’attitudine all’auto motivazione, riscontrata nell’80% del campione femminile contro il 50% di quello maschile, e nell’indole al sacrificio, con una percentuale femminile che sale addirittura all’85% contro il modesto 39% degli uomini.

È proprio facendo riferimento a questi dati che lo studio presentato dalla Fif rileva come l’evoluzione della donna nella logica dell’autonomia, delle capacità manageriali e del successo imprenditoriale, “trovi il suo apice proprio nella fascia d’età tra i 35 e i 45 anni, per poi stabilizzarsi o parzialmente regredire nell’età più avanzata”. Di segno inverso invece il fenomeno che interessa gli uomini, per i quali appunto, nella fascia di età tra i 30 e i 45 anni si assiste ad un regresso, quasi che “la competizione con l’altro sesso – scrivono i ricercatori – costituisse un elemento di difficoltà e di freno”.

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