18giu

Il ciclo dell’innovazione: non ci siamo ancora, ma ci stiamo arrivando

Bisogna concentrarsi, sostenere la crescita, e incentivare le migliori start-up. Occupazione, innovazione e crescita passano attraverso un sottoinsieme di imprese rappresentato da quelle start-up che riescono a crescere e a diventare grandi. È qui che si generano reddito, e posti di lavoro, ed è questo il segreto della Silicon Valley: un ciclo continuo fatto di investimenti, start-up e reinvestimenti.

 

Ecco cosa ha rilevato lo studio SEP Monitor presentato a Brussels in occasione del lancio ufficiale di Startup Europe Partnership, una lista di mille start-up europee i cui business plan hanno raccolto oltre un milione di dollari. Una lista di vincitori, ma in potenza, perché il loro è solo il primo stadio per poter spiccare il volo e seguire la strada dei protagonisti (e loro sì, già vincitori) del settore – tipo Spotify, o Soundcloud.

 

Serve un processo selettivo, riservato ai migliori, finalizzato a creare i veri campioni del mercato innovativo. Perché i campioni, avendo successo, aumentano le risorse a disposizione per i progetti nelle prime fasi di impresa.

 

È tutto un ciclo, più i protagonisti attuali hanno successo, più chi ancora non c’è (ma ci sarà a breve) avrà la possibilità di averlo a sua volta.

 

Concentrarsi su pochi casi di successo significa allargare la base della piramide dell’innovazione. Senza questo, gli ecosistemi (anche quelli più vivaci) non funzionano più, implodono, e muoiono. Questo perché le risorse investite rimangono bloccate e non vanno a finanziare nuovi cicli di innovazione.

 

A livello europeo non andiamo benissimo, soprattutto se è vero che solo 3 delle nostre start-up fanno parte dell’Unicorn Club, ossia di quel gruppo di start-up che ha superato la valutazione di un miliardo di dollari: protagoniste indiscusse le (ormai neanche più tanto) emergenti Uber e Airbnb, ma soprattutto i cinesi.

 

Lo spazio di recupero però c’è, e c’è perché negli ultimi anni tutti i paesi europei hanno saputo produrre una grande e crescente quantità di start-up. Per non vedere vanificare questo sforzo, bisogna cambiare passo, soprattutto (se non del tutto) in termini di qualità.

Scritto da Redazione il 18 giugno 2014

Tags:
Leggi anche:

nessun tag assegnato