Impresa Familiare

1 – COS’È?
L’impresa familiare è un particolare tipo di impresa individuale che si caratterizza per la collaborazione dei familiari dell’imprenditore all’esercizio e alla gestione interna dell’attività.

2 – FA PER ME?
Tale forma giuridica si presenta adatta per coloro che intendono avviare un’attività, a conduzione familiare, di piccole dimensioni e con un volume d’affari modesto.

Vantaggi:
L’impresa familiare consente una ripartizione del reddito prodotto tra l’imprenditore ed i familiari che collaborano in maniera continuativa e prevalente all’esercizio dell’attività, purché sussistano i requisiti specificati al punto 4. Tale regime fiscale comporta evidenti vantaggi in quanto consente di evitare una tassazione di parte del reddito prodotto a scaglioni più elevati che si verificherebbe laddove l’intero reddito venisse imputato all’imprenditore.
Facoltà dell’imprenditore di compiere agevolmente trasferimenti di denaro dall’impresa alla propria sfera personale.

Svantaggi:
La presenza di collaboratori dell’imprenditore non fa venire meno il carattere individuale dell’impresa. In altre parole, quindi, l’imprenditore rimane l’unico soggetto responsabile dei debiti dell’impresa dinnanzi ai terzi; solo l’imprenditore risponderà con il proprio patrimonio personale del rischio di impresa con possibilità, in caso di insolvenza, di incorrere nel fallimento.
Inoltre, il riconoscimento di poteri di gestione ai collaboratori impedisce al titolare dell’impresa la libera assunzione delle scelte imprenditoriali.

3 – CARATTERI DISTINTIVI
L’impresa familiare è stata introdotta nel nostro ordinamento al fine di assicurare un’adeguata tutela ai familiari degli imprenditori individuali che collaborino con essi all’esercizio dell’attività, senza essere stati assunti quali lavoratori subordinati.
Caratteristica imprescindibile per la sussistenza dell’impresa familiare è la collaborazione continuativa all’attività di impresa di soggetti legati all’imprenditore dai rapporti di parentela (fino al terzo grado) o di affinità (fino al secondo grado).
La disciplina dell’impresa familiare riconosce ai collaboratori i diritti di:
mantenimento, secondo la condizione patrimoniale della famiglia dell’imprenditore;
partecipazione agli utili dell’impresa, ai beni acquistati con essi ed agli incrementi dell’azienda, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato;
partecipazione all’assunzione delle decisioni concernenti l’impiego degli utili, degli incrementi nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell’impresa;
prelazione in caso di trasferimento dell’azienda o di divisione ereditaria.
Nell’impresa familiare la qualifica di imprenditore compete solo al titolare e non anche ai familiari collaboratori. Pertanto, solo l’imprenditore risponderà delle obbligazioni nei confronti dei terzi e potrà fallire in presenza dei requisiti previsti dalla legge fallimentare (e descritti nella scheda sull’impresa individuale). Inoltre, incombe sul titolare dell’impresa l’obbligo di tenere le scritture contabili, ed, in particolare, il libro giornale, il libro degli inventari e le altre scritture necessarie in base al tipo di attività svolta.

4 – REGIME FISCALE
Sotto il profilo fiscale il reddito prodotto concorre alla formazione della base imponibile IRPEF dell’imprenditore. È consentito, però, ai partecipanti all’impresa familiare di optare per una tassazione del reddito prodotto ripartita in proporzione alle quote di partecipazione agli utili a ciascuno spettanti, purché all’imprenditore venga assegnata una quota pari ad almeno il 51% e la scelta di tale opzione, nonché l’indicazione delle rispettive quote, risulti da un atto notarile. In sede di dichiarazione dei redditi, poi, sia l’imprenditore che i collaboratori dovranno confermare le proprie quote di partecipazione agli utili, attestando la proporzionalità delle stesse al lavoro effettivamente prestato nel periodo d’imposta.

5 – COSTITUZIONE
L’avvio di un’impresa familiare presuppone l’esistenza di un’impresa individuale e l’adempimento delle relative formalità. L’impresa, infatti, assume carattere familiare per il solo fatto della collaborazione dei familiari dell’imprenditore all’esercizio dell’attività intrapresa.
Tuttavia, al fine di poter fruire del trattamento fiscale sopra descritto, è necessaria la stipulazione di un atto notarile di riconoscimento dell’impresa familiare indicante le quote di partecipazione agli utili dell’imprenditore e dei collaboratori. Il notaio darà atto dell’esistenza dell’impresa individuale, del fatto che i familiari del titolare, dei quali indicherà il grado di parentela, collaborano in modo continuativo, senza vincolo di subordinazione e che pertanto l’impresa deve ritenersi costituita in impresa familiare.
L’avvio non richiede un capitale minimo. Il capitale destinato dall’imprenditore all’esercizio dell’attività viene versato in un conto corrente appositamente dedicato agli affari dell’impresa.

6 – COSTI
L’atto notarile è soggetto ad imposte per circa 220 euro complessivi oltre alle spese notarili.
Non ci sono costi per camera di commercio, in quanto l’atto non è soggetto a deposito nel registro delle imprese: vale l’iscrizione dell’impresa individuale già esistente.

7 – CESSAZIONE DELL’IMPRESA
Il carattere familiare dell’impresa cessa con la venuta meno della collaborazione dei familiari dell’imprenditore all’esercizio dell’attività, ovvero in caso di vendita ad un terzo dell’azienda senza che i collaboratori esercitino il diritto di prelazione di cui sopra, nonché in tutti i casi in cui si verifichi una cessazione dell’attività di impresa.
Con la cessazione dell’impresa familiare ai collaboratori spetta la liquidazione del proprio diritto di partecipazione.
La venuta meno dell’impresa non preclude ai creditori non ancora pagati di soddisfarsi sul patrimonio personale dell’imprenditore.