02set

Imu, via la tassa su terreni e fabbricati agricoli

Con la fine dell’estate, buone notizie per chi sceglie — o sta pensando — a un impiego agricolo. Nella lunga diatriba sull’abolizione dell’Imu, c’è una certezza: i terreni e i fabbricati agricoli non pagheranno più la tassa tanto odiata. Nel Decreto ufficialmente chiamato “Disposizioni urgenti in materia di Imu, abitazioni e cassa integrazione guadagni” tra le altre cose è stata approvata infatti proprio l’abolizione della prima rata sui terreni agricoli che i contribuenti avrebbero dovuto pagare il 16 settembre.

 

Un primo passo era stato varato a luglio quando con un altro decreto la tassa era stata sospesa, ma adesso la decisione è definitiva. Una buona notizia per un settore che non può fare a meno di “appoggiarsi” a terreni e fabbricati.

 

“L’abolizione dell’Imu spinge l’occupazione dei giovani in agricoltura dove uno dei principali ostacoli all’ingresso è proprio determinato dalla disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa”, conferma il delegato dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio.

 

Il gettito 2012 dell’Imu agricola è stato di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali. La tassa è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600 mila agricoltori professionali (aziende agricole) secondo i dati divulgati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

“È stata finalmente eliminata una delle ragioni che ha frenato gli investimenti nel settore di tantissimi giovani che desiderano oggi fare impresa in agricoltura ma anche la crescita delle oltre 59 mila imprese condotte da giovani under 35 già presenti in Italia”, dice sempre Sangiorgio.

 

Ora, il passo successivo per dare una mano al comparto agricolo e in particolare alle giovani imprese del settore è quello — molto atteso — della dismissione dei terreni da parte dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, di cui avevamo già parlato qui a L’arancia con particolare riferimento ai progetti della Regione Lazio.  “Questo importante intervento sul piano fiscale — dice il numero uno di Coldiretti — contribuisce ad aumentare l’efficacia del piano di dismissioni dei terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori il cui iter ci auguriamo possa essere completato a breve.”

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