14feb

Nuove partite Iva: la carica dei giovani e delle srl semplificate

I giovani e le srl semplificate fanno prendere il volo alle partite Iva. E’ questo il dato più eclatante che emerge dai dati riferiti a tutto il 2012  sul nuovo lavoro autonomo in Italia. Da gennaio a dicembre dello scorso anno le aperture di nuove partite Iva registrate sono state circa 549mila, con un incremento sul 2011 pari al +2,2%. E a questa crescita un contributo essenziale l’hanno dato proprio gli under 35 visto che rappresentano il 51,2% del totale, a fronte invece di circa un terzo delle aperture complessive posizionate in una classe di età tra i 36 e i 50 anni. E siccome proprio nel 2012 ha preso avvio la nuova disciplina sulle società semplificate, è facile immaginare che siano stati molti i giovani ad approfittare di questa opportunità. Ma non sono state solo queste le opportunità che i giovani hanno potuto sfruttare nel 2012 appena finito. Da sottolineare c’è infatti anche il dato secondo cui sono stati poco meno di 150mila, ossia il 27% del totale, le nuove partite Iva che hanno deciso di aderire al cosiddetto regime di vantaggio, quello cioè riservato ai contribuenti di piccole dimensioni che intendono iniziare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

Ebbene, il 70% delle adesioni è arrivato proprio da giovani al di sotto dei 35 anni, sicuramente allettati da un regime fiscale che a partire dal primo gennaio 2012 ha previsto appunto un’aliquota dell’imposta sostitutiva, dovuta in luogo di Irpef e Iva, ridotta dal 20 al 5%.

Numeri questi che fanno il paio con quelli che evidenziano come siano state soprattutto le persone fisiche, e tra essi dunque una larga fetta di giovani, a optare per la partita Iva, complice forse anche la perdurante crisi economica che lascia intravedere proprio nel lavoro autonomo qualche spiraglio di rivincita professionale. In questo senso allora è significativo che le aperture che fanno capo non a imprese a società, ma appunto a persone fisiche, siano aumentate del 6% rispetto al 2011. Per quanto riguarda poi i settori produttivi più interessati dalle nuove aperture di partite Iva, il commercio, con il 23,6% del totale, continua a guidare la classifica, così come avvenuto anche nel 2011. A seguire ci sono poi le professioni, con il 15% di adesioni, e in terza posizione tutte quelle attività legate al mondo dell’edilizia, con il 10%. Se poi dai valori assoluti si passa a quelli che evidenziano i trend di crescita rispetto al 2011, si nota allora che i settori con aumenti maggiori si rivelano quelli legati all’istruzione, ai trasporti e alle attività sanitarie, con incrementi di oltre il 10%.

Un’ultima interessante notazione riguarda la localizzazione territoriale delle nuove partite Iva. Si scopre ad esempio che la Regione che registra i maggiori incrementi rispetto al 2011 è la Campania, con un +9%. Un dato che si inserisce in un trend che vede il Sud e il Centro complessivamente registrare un maggior tasso di aperture di nuove partite Iva, con le sole eccezioni di Calabria e Marche, che fanno segnare invece dati in calo. Se si passa invece ai dati assoluti, allora emerge in maniera più scontata che la maggior parte delle nuove aperture, ossia il 42,5%, è avvenuto al Nord, seguito con il 34,7% da Sud e Isole e con il 22,7%  dal Centro. Sorprende invece il fatto che la Regione con il risultato peggiore sia il Friuli Venezia Giulia, dove rispetto al 2011 si registra un calo di aperture del 5%. Un dato questo che si inserisce all’interno di un contesto territoriale, quello del NordEst, che complessivamente fa segnare i dati più negativi, sovvertendo così un fenomeno di lunga data che vedeva proprio questa zona come una delle più dinamiche sul fronte delle partite Iva. Forse un altro degli effetti clamorosi della crisi economica che stiamo vivendo.

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