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Roma, il coworking entra a Corte

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Un luogo di lavoro ma anche di contaminazione di energie positive per il quartiere e la città.

Tutto questo è Corte, giovane realtà nata da pochi mesi a Roma che mira a distinguersi da altre esperienze di coworking.

 

Il nome evoca atmosfere rinascimentali in cui ognuno può mettere in comune i propri talenti, e anche le diverse aree di Corte si riconducono a questa radice lessicale: il centro di questo loft a piazza Dante, nel quartiere Esquilino, è la sala del Torrione, open space con un grande tavolo per disegnare, creare e scrivere. Poi c’è la sala del Convivio, luogo di riunioni e presentazioni; e poi un’Armeria, area tecnica con stampanti, plotter, tavolo plastici e attrezzi.

 

“Per essere ammessi a Corte non è sufficiente pagare una fee” – dice a L’Arancia il presidente Giorgio Marchese, 30 anni, architetto; “serve avere professionalità e talenti in linea coi nostri ma soprattutto creatività e voglia di condividere”.

 

Dal punto di vista pratico, il livello di partecipazione è scalabile e prevede quattro modalità: si va dal Ramingo, che prevede l’accesso e l’utilizzo della rete wi-fi, all’Avventore (utilizzo della sala riunione e della postazione di lavoro); all’Alleato (postazione sempre garantita ma mobile) fino al Consigliere (postazione fissa, una libreria personale, e partecipazione alle riunioni del Consiglio di Corte).

 

Corte punta però a essere molto di più che un semplice studio, per quanto creativo.

“Il nostro modo di fare coworking ” – continua Giorgio – “prevede non solo un luogo per lavorare insieme, ma una realtà ibrida, un modo cooperativo di lavorare che porti a una contaminazione di diverse professionalità”. “In particolare”, dice, “puntiamo nel tempo a diventare un’agenzia in grado di offrire una gamma completa di servizi tra design, architettura, comunicazione”.

 

Corte è nato a settembre 2013 dall’idea di Giorgio e altri tre soci, Arianna Nobile, Gabriel Nariño e Daniele Marcotulli, che hanno scelto la forma societaria della srl semplificata. “Ci siamo guardati intorno, abbiamo analizzato altre esperienze di coworking e abbiamo cercato di andare oltre” dice Giorgio. L’ispirazione è venuta anche dal bresciano (e oggi internazionale) Talent Garden.

 

La sede prescelta dai quattro soci sorge non a caso all’Esquilino, luogo romano di architetture di pregio e con una tradizione di contaminazioni culturali ed etniche, in un palazzo ottocentesco dove già in passato hanno lavorato comunità di artisti – e si dice – vennero scolpite le statue che ornano il Foro Italico.

 

Oggi lo spazio di Corte mira a mantenere questa tradizione artistica e ad ampliare il dialogo con il quartiere e con la città: workshop, eventi, mostre e installazioni sono in programma per l’anno in corso; e nel ricco calendario di eventi per il 2014 si parte proprio con una iniziativa “aperta” sotto il segno dell’architettura. Corte sarà infatti il centro propulsore di Open House Roma, uno degli eventi più importanti  nel panorama italiano, con l’apertura straordinaria al pubblico di 200 luoghi di architettura antica, moderna e contemporanea nella capitale. E siccome anche a Corte non si vive di sola creatività, proprio da qui partirà anche il crowdfunding per la nuova edizione di questa campagna.

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