25giu

Start-up: +20% quelle nel settore energia

Cresce il numero delle start-up attive nel settore dell’energia.

Le start-up energetiche in Italia sono arrivate infatti a quota 444, pari all’11,4% delle start-up totali contro le 368 del 2014. Lo certificano i dati dell’Osservatorio sull’Innovazione Energetica presentato da I-Com (Istituto per la Competitività) nell’ormai consueto rapporto annuale.

Le start-up del settore sono dunque cresciute del 20% in un anno, dice il rapporto presentato ieri. Secondo cui il nord Italia ospita il 59% delle start-up energetiche presente nel Paese mentre il 22% è ubicato in Centro Italia e il 19% al Sud. Il Mezzogiorno però, lungi dall’essere fanalino di coda, sembra voler recuperare pi velocemente il gap col resto della penisola. Lo dimostra una natalità più performante nel tempo rispetto al passato (23,2% nel 2015 contro il 16,4% nel 2014). E in questo sud “dinamico” la prima regione è la Campania, con 228 start-up.

 

A livello generale invece la Lombardia è ovviamente al primo posto della classifica generale con 850 aziende innovative. Segue l’Emilia Romagna con 467 imprese. Tra le città più virtuose c’è Bergamo con il 5% delle start-up energetiche e solo l’1,8% della popolazione nazionale. Tra i settori di attività l’88% (392 start-up) si occupa di ricerca scientifica e sviluppo. Le start-up energetiche dimostrano una capacità di sopravvivenza in linea o di poco inferiore al complesso delle altre start-up: a maggio 2015, il tasso di mortalità si attestava su un 7,5% (9% per le altre).
 

Infine, parlando di criticità, quello dimensionale è l’aspetto più penalizzante: solo il 30% delle aziende che hanno presentato il bilancio dichiara un fatturato superiore a 100.000 euro. Solo il 2% ha più di 10 addetti (per l’insieme di tutte le start-up questo dato è pari al 4%). Un dato, questo, che accomuna tutte le start-up italiane.

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